Giancarlo Frisoni presenta: “Memorie, volti e voci della mia gente”

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San Marino. Giancarlo Frisoni è un pittore. Ma la sua versatilità lo porta ad esprimersi e a creare anche attraverso la fotografia e, soprattutto, attraverso la poesia. Quando le sue arti si mescolano, nutrendosi delle reciproche energie, ne esce sempre qualcosa che colpisce l’anima, i sentimenti, l’intelletto e ci avvicina a qualcosa che è molto simile alla perfezione del Dio. Qualcosa che supera i ristretti confini della nostra dimensione umana, pur affondando le radici nella terra, nelle erbe, nei fiori e, in special modo, in quei ricordi di un tempo irrimediabilmente perduto. Nasce così il libro “Memorie, volti e voci della mia gente” che Giancarlo Frisoni presenta al pubblico sammarinese martedì 10 agosto, ore 21, presso la Galleria di Borgo Maggiore.

Si tratta di una presentazione –spettacolo, che entra dentro le vite, i volti, le rughe e le esistenze di un’intera generazione. Un libro che nasce proprio per dare voce ad essa, a quella generazione dove affondano ancora le nostre radici, perché  voce più non ha. Saranno proprio loro,  gli anziani fotografati, i veri protagonisti! Paese dopo paese dove l’opera sarà ospitata, saranno loro gli invitati speciali per ricordarci e farci rivivere le loro emozioni, le loro storie, i loro percorsi, le sensazioni, quello che stiamo dimenticando! Perché stiamo dimenticando chi siamo, da dove veniamo, dove dobbiamo andare. E soprattutto quel senso di appartenenza che rende sicuri e forti gli uomini, e di conseguenza un popolo. Quell’appartenenza dettata dagli esempi, dai valori, dalle tradizioni, dalla terra, dalla storia, dalla religione, le abitudini, i sentimenti, gli odori, i sapori, tutto quello che ha forgiato e guidato invece questa gente. Gente che ha vissuto i periodi più bui del secolo scorso, che ha visto guerre, morte, distruzione, dolore, fame, miseria, umiliazioni. Gente che con volontà e dignità si è ricostruita le case, le vite, i paesi, l’Italia intera! E che ha lottato per i propri diritti, per un’equità sociale ed umana, per ideali giusti e solenni, a costo di soprusi e angherie, a costo della loro stessa vita. Il nostro tempo non è più degno di loro! Pensare che avrebbero ancora tanto da insegnare, e meriterebbero ben altro che le pagine di un libro! E vengono invece relegati  nelle più totali indifferenze e solitudini, negati di una dignità sociale e spesso anche umana. Questo lavoro è denuncia e messaggio, un monito a questi giorni fragili, a questa realtà dell’apparire, che possa tramutare in fame d’essere, e noi  degnare le nostre radici,  la nostra memoria, l’esempio che lasceremo,  continuando a nutrire l’inarrestabile meraviglioso ciclo della vita. Essere uomini è essere tempo e cercarsi, è persistere il significato, volontà di darsi!

La presentazione-spettacolo del libro dura 60 minuti circa ed è formato da 22 quadri preceduti da voci registrate dei protagonisti, o da  fotografie o immagini in movimento che caratterizzano i racconti introducendo varie tematiche.

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