Le perplessità di UCS sull’introduzione IGC/IVA

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San Marino. L’Unione Consumatori Sammarinesi, UCS; ha partecipato al tavolo che ha tenuto il Governo nella giornata di venerdì, sulla riforma delle imposte indirette (iva).
In tale incontro è stato spiegato come il Governo intende applicare l’IGC (iva) alle attività produttive, di commercializzazione e di servizi.
Siamo consapevoli che, con l’introduzione dell’IGC per le imprese che esportano in maggior parte la propria produzione o che hanno un forte interscambio con l’estero, si avrà un sistema capace di dialogare con quelli della maggior parte dei Paesi. Crediamo che un comparto come quello manifatturiero, o come altri che hanno forte interazione fuori confine, che occupano migliaia di lavoratori nei vari settori, se portati al sistema IVA/IGC, possano più facilmente operare e quindi continuare a garantire e magari implementare il potere d’acquisto ai propri lavoratori/consumatori. Rimaniamo invece perplessi sull’introduzione dell’IGC sui servizi infatti, fino ad ora i servizi non avevano nessuna imposta indiretta, se non L’imposta complementare sui servizi, 3%. Alla luce di questi elementi ci chiediamo che ricaduta avrà sul prezzo finale del servizio o di un prodotto l’introduzione dell’IGC. Infatti, a cascata, avremo una situazione in cui il compratore si ritroverà ad avere una riduzione del potere di acquisto che rallenterà le imposte dirette e che, a ricaduta, frenerà i flussi di liquidità interni. Si rischia anche che diminuiscano quindi i risparmi dell’utente da poter portare in banca, indebolendo ulteriormente la liquidità delle stesse. A tal fine chiediamo che venga prevista, al fine di monitorare meglio lo status dei prezzi che di riflesso, inevitabilmente subiranno oscillazioni, una commissione formata dalle Associazioni Consumatori. Pur capendo che si debba andare nella direzione del sistema IGC/IVA per l’interscambio, ribadiamo che l’unico soggetto inciso dal tributo, cioè reale pagatore dell’imposta, è il consumatore finale, colui che acquista un bene o un servizio gravato dall’IVA e non può detrarla. UCS si chiede se non sia meglio un sistema di esenzione IGC/IVA fino ad una certa franchigia per salvaguardare il potere d’acquisto. E in ogni caso, per rendere appetibile il progetto IGC riteniamo che l’aliquota debba essere nei parametri di esercizio sostenibili e quindi con un valore di tollerabilità al 12% sull’iva ordinaria, per nn gravare troppo sul consumatore, almeno per i primi cinque anni d’esercizio, per poi eventualmente, verosimilmente in sede di negoziato di associazione con l’UE, dover tenere in considerazione i valori tollerati all’interno dello spazio economico europeo che si muovono all’interno di una forbice che va dal 15% al 27%. Fra l’altro, sempre considerando l’impatto UE sul tema, va detto che la stessa UE prevede delle aliquote ridotte che dovremo comunque tenere in considerazione nello studio e nell’applicazione delle stesse nel nostro sistema in modo da non gravare troppo sul consumatore.

Francesca Busignani – Presidente Unione Consumatori Sammarinese

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