L’UCS incontra il FMI per IVA/IGC

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San Marino. L’Unione Consumatori Sammarinesi, UCS; ha partecipato all’incontro tenutosi ieri col FMI sulla riforma delle imposte indirette (igc/iva).
In tale incontro Francesca Busignani, Presidente UCS, ha ribadito che l’introduzione dell’IGC/IVA, per le imprese che esportano in maggior parte la propria produzione o che hanno un forte interscambio con l’estero, è fondamentale per poter avere un sistema capace di dialogare con quelli della maggior parte dei Paesi.
Chiaramente perché ciò si realizzi nella piena operatività di gestione tecnico/burocratica quotidiana il Governo deve fare in modo, laddove ce ne sia necessità, di siglare quegli accordi politico-tecnici che permettano un’interazione scevra da appesantimenti o incomprensioni burocratiche all’interno dell’UE, e questo deve essere fatto prima dell’introduzione della tassa sulle imposte indirette.
Abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni ai rappresentanti dell’FMI sulla ricaduta che avrà sul prezzo finale del servizio o di un prodotto l’introduzione dell’IGC se la norma non sarà bilanciata bene e non avrà un aliquota che renda appetibile e sostenibile il progetto IGC.
Per quello che riguarda l’introduzione dell’IGC sui servizi riteniamo che, l’aliquota debba essere massimo del 3%, esattamente come la percentuale dell’imposta complementare in vigore oggi.
Riteniamo, da studi e ricerche fatte dai nostri esperti, che l’aliquota debba essere nei parametri di esercizio sostenibili e quindi con un valore di tollerabilità al 12% sull’iva ordinaria, per non gravare troppo sul consumatore, almeno per i primi anni d’esercizio, per poi eventualmente, verosimilmente in sede di negoziato di associazione con l’UE, dover tenere in considerazione i valori tollerati all’interno dello spazio economico europeo che si muovono all’interno di una forbice che va dal 15% al 25%.
Fra l’altro, sempre considerando l’impatto UE sul tema, va detto che la stessa UE prevede delle aliquote ridotte che dovremo comunque tenere in considerazione nello studio e nell’applicazione delle stesse nel nostro sistema in modo da non gravare troppo sul consumatore.
Se non si terranno in considerazione questi aspetti, con l’introduzione di questa norma a cascata avremo una situazione in cui il compratore si ritroverà ad avere una riduzione del potere di acquisto che rallenterà le imposte dirette e che, a ricaduta, frenerà i flussi di liquidità interni. Si rischia anche che diminuiscano quindi i risparmi dell’utente da poter portare in banca, indebolendo ulteriormente la liquidità delle stesse.
Pur capendo che si debba andare nella direzione del sistema IGC/IVA per l’interscambio, ribadiamo che l’unico soggetto inciso dal tributo, cioè reale pagatore dell’imposta, è il consumatore finale, colui che acquista un bene o un servizio gravato dall’IVA e non può detrarla e non si può non tenere conto di questo nella scelta delle aliquote.
UCS, nella persona del proprio esperto presente al tavolo ha affermato che, pur capendo la volontà di semplificazione rispetto alla norma italiana, non si può strutturare con 15-20 articoli una legge che tratta una materia così complessa, rimandando a decreti attuativi ogni comma o questioni non regolamentate; bisognerebbe ispirarsi alla Direttiva UE sull’IVA. I decreti dovrebbero essere approvati simultaneamente alla legge altrimenti per “n” mesi o anni avremmo dei temi/aspetti non regolamentati.
Sarebbe ancor più auspicabile che si facesse un Testo Unico dopo aver verificato, valutato e essersi confrontati con lo Stato confinante e gli Organismi Europei preposti, sia sotto il profilo di sinergie operative tecniche, che sotto quelle di accordi normativi intra stati.
Inoltre occorrerebbe creare all’interno dell’Ufficio Tributario, un’unità di lavoro di almeno 3-5 persone sin da subito poiché la materia è molto complessa e le risorse esperte sono già oberate con le imposte dirette e la monofase.
La tematica va affrontata a 360°, afferma il Presidente UCS, e ciò contempla anche il mettere nelle condizioni di operare al meglio gli uffici interessati da tale norma, oltre ai protocolli operativi con UE e al giusto bilanciamento per non creare riduzione del potere di acquisto, innalzamento dei prezzi e conseguente recessione del Paese.
I rappresentanti del FMI, hanno colto tutti i suggerimenti dati e hanno apprezzato lo scambio d’informazioni in merito.

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