Istituire una ​Segreteria ad hoc per l’innovazione e la​ ​Trasformazione Digitale​ è una priorità per la Repubblica di San Marino

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(Lettera aperta alla politica di un libero cittadino non politicamente impegnato)

É lampante che il processo di promozione di una società digitale, non ha mai avuto inizio ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. San Marino, ha un forte bisogno di trasformarsi e innovare​, ma prima di tutto, il cambiamento è culturale e di sistema. Molti politici, ma anche dirigenti pubblici, credono che la cosiddetta “Trasformazione Digitale” sia una questione legata solo all’informatica e agli acquisti di hardware e software. Ebbene, posso dire che queste persone non hanno proprio capito nulla. La trasformazione digitale non coincide con la digitalizzazione​, o meglio: la digitalizzazione è una parte di tutto il processo di Digital Transformation. In breve, consiste in una trasformazione profonda dell’organizzazione a partire dai processi e dai flussi informativi, fino ai modelli di business.

La Digital Transformation è un “percorso” che riguarda tutti i collaboratori e dipendenti dei vari settori, perché modifica i processi della macchina pubblica. ​É un’azione antropocentrico​, che non pone la tecnologia al primo livello, ma prima di tutto le risorse umane.
Negli anni, sono stati fatti molti tentativi, da parte della società civile, per far capire questo, ma non è bastato. A parte una timida delega all’innovazione, non c’è mai stata una Segreteria di Stato che si occupasse esclusivamente di questo.

Sull’onda dell’Agenda Digitale europea, qualche anno fa è stata costituita ​l’Agenzia per lo Sviluppo Digitale​, su proposta di​ ​ASI​, poi le sue funzioni sono state spostate a San Marino Innovation, ma non è mai stato portato a compimento il recepimento dell’​Agenda Digitale​, documento strategico fondamentale per attuare le linee guida di quella Trasformazione Digitale, irrinunciabile per San Marino. Il gap e l’analfabetismo digitale, cresce di anno in anno nel nostro paese, ​abbiamo quindi bisogno di un salto di qualità​. Siamo addirittura molto più indietro rispetto all’Italia, che in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante.

É assolutamente necessario, che la ​Trasformazione Digitale entri in Congresso di Stato e sia prioritaria nell’agenda politica e nell’opinione pubblica​, con una Segreteria di Stato ad hoc, presieduta da un rappresentante competente e con una struttura dedicata. La Segreteria dovrà coordinare e stimolare le tante questioni aperte che vanno portate avanti senza indugi, sia con tutta la Pubblica Amministrazione, che con le altre Segreterie. L’azione non è più rimandabile​, siamo in emergenza, ma ci sono le condizioni per dare il via al cambiamento.

É chiaro che il percorso possa spaventare il politico ed il dirigente pubblico, poiché temono di non essere in grado di gestire un processo di trasformazione digitale, ma di fatto è una questione sempre aperta, con una forza esponenziale, che se si continuerà a lasciare in sospeso, ci travolgerà come uno tsunami. ​Lasciamo da parte i vecchi detti e la vecchia mentalità del “è sempre stato fatto così”​, perché sono stati proprio questi comportamenti a farci finire in fondo alla classifica dei paesi occidentali, per quanto riguarda la digitalizzazione.

Il lavoro della Segreteria alla Trasformazione Digitale, per essere efficace, si potrebbe avvalere di un “​Team Digitale​”, cioè un gruppo di tecnici operativi, che devono tradurre in azioni concrete le linee strategiche della Segreteria.
Affinché l’azione della Segreteria e del Team Digitale sia concreta e tangibile, abbiamo bisogno di un ​grande investimento in formazione​, dobbiamo investire sulle competenze dei funzionari e dei dipendenti di tutta la Pubblica Amministrazione: dalla sanità, alla scuola.
I temi caldi sui quali andare a focalizzarsi sono diversi e tutti importanti: agenda digitale, open data, piano triennale dell’informatica, identità digitale, pagamenti digitali PA, codice dell’amministrazione digitale, educazione digitale, sanità digitale, infrastrutture tecnologiche, libero mercato nelle forniture della PA, fattura elettronica, telecomunicazioni, pratiche digitali e la stessa San Marino Card.

Mi rendo conto, che per questo paese, sia utopistica una presa d’atto ed una consapevolezza su questi temi, ma io come tanti miei colleghi, non molleremo e con determinazione andremo avanti nel nostro ruolo di “divulgatori”, per salvare San Marino da questo paleolitico digitale, che fa male a noi stessi, alla nostra società e alla nostra economia.

Chi volesse delucidazioni, può contattarmi sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/FabioAndreinism/

Fabio Andreini

Presidente dell’Associazione Sammarinese per l’Informatica

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