OSLA: “Donne e Impresa”, la sfida non è vinta

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OSLA è al fianco di donne imprenditrici e professioniste. Ci vuole grinta e tenacia ma anche dalle autorità occorrono iniziative mirate

OSLA, nel mese della Campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno, intende ringraziare tutte le donne che hanno deciso di mettersi in gioco e diventare imprenditrici o libere professioniste. Un “grazie” non per piaggeria ma che deriva dalla consapevolezza che ancora oggi esistono maggiori difficoltà a fare impresa se si è donna.

Infatti anche se la cultura delle pari opportunità è certamente migliorata, ancora c’è molto da fare. Gli ostacoli sono sociali e culturali. Da una parte va superato il preconcetto che una donna in carriera debba trascurare gli affetti o la famiglia. Dall’altra occorre aumentare la cultura della genitorialità alla pari, in cui non deve essere per forza la madre a rinunciare alla carriera per seguire i figli oppure occuparsi della casa.

Parliamo quindi di un cambiamento culturale, che va portato avanti con l’educazione delle giovani generazioni. Ma accanto a questo è necessario che le Istituzioni comprendano il problema e intervengano con iniziative mirate che possono andare dal congedo parentale anche per i padri ad un potenziamento degli incentivi per l’imprenditoria femminile. A tale proposito riteniamo di grande interesse un recente contributo del FMI, pubblicato lo scorso febbraio, dedicato alle politiche fiscali per l’emancipazione economica delle donne che gli stati posso mettere in campo per creare maggiori opportunità economiche per le donne, tutelare la crescita demografica ed evitare ogni tipo disuguaglianza.

Questo perché una donna con una idea imprenditoriale che non riesce a mettere in pratica è una sconfitta per tutti, una potenziale ricchezza che non verrà concretizzata.

A loro OSLA vuole mandare un appello: non arrendetevi. Siamo al vostro fianco nell’aiutarvi a concretizzare la vostra idea ed a sostenervi nelle complessità che si devono affrontare ogni giorno facendo impresa. Perché essere imprenditrici e professioniste di successo ed allo stesso tempo buone madri o compagne si può. Lo testimoniano le tante donne che oggi sono nostre associate. Non a caso la maggioranza del Consiglio Direttivo è composta da donne, la Presidente è una donna e uno dei due Direttori è donna. Si tratta di persone che ogni giorno dimostrano grinta, competenze e capacità preziose, a maggior ragione in questo periodo difficile.

 

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