Il PDCS sull’esito del voto di ballottaggio

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Prima di tutto un ringraziamento sentito a tutti i sammarinesi che ci hanno sostenuto fino all’ultimo, convinti della bontà della nostra proposta politica, fondata su realismo, equilibrio e difesa del bene comune. Nonostante il risultato numerico, siamo tuttora certi assieme a tanti che questo progetto e la competenza delle persone avrebbero potuto garantire un percorso di stabilità e crescita a beneficio di tutti.

Ma il Paese ha scelto al ballottaggio la coalizione avversaria, ora pienamente costretta a tradurre in concretezza amministrativa e gestionale i contenuti del proprio programma, con quella capacità di rappresentare realmente ogni identità, ogni interesse legittimo, ogni legame sociale ed istituzionale, necessarie al perseguimento del bene comune della società sammarinese.

Ora nutriamo la speranza che il risultato elettorale possa comunque portare benefici e che San Marino torni ad avere coesione sociale e crescita. Auspichiamo inoltre che la Repubblica mantenga i suoi valori e che il buon lavoro fatto non vada perduto: in gioco c’è il rafforzamento e il consolidamento della nostra credibilità nei rapporti internazionali, l’equilibrio economico e la prospettiva di sviluppo.

La Democrazia Cristiana esce da queste elezioni confermata nel ruolo di primo partito del Paese, nonostante la perdita di ben 6 seggi a causa di una legge che distorce la realtà: in questo modo quasi 1.000 voti dei cittadini non hanno diritto di rappresentanza nell’organo legislativo e di controllo del potere esecutivo.

Questo risultato conferma che oggi la democrazia rappresentativa ha bisogno sia di una sua riforma interna, in senso elettorale/proporzionale, sia di essere arricchita da nuove forme di democrazia partecipativa. Dobbiamo interpretare la volontà popolare, che a nostro parere nell’ultima tornata si è attestata su dinamiche reattive autodistruttive, piuttosto che dare credito ai contenuti, alla ragione e alla consapevolezza dei passaggi politici da intraprendere. Speriamo che non succeda anche a San Marino quello che è successo altrove, dove il voto di protesta ha distrutto più che costruire.

Per questo, prima di tutto, vogliamo rassicurare le famiglie, la parti sociali, le componenti dell’economia e de lavoro che il PDCS è e continuerà ad essere al fianco di ogni soggetto per vigilare e tutelare ogni legittimo interesse di libertà e di sviluppo, chiedendo trasparenza e collegialità.

E allo stesso tempo siamo già al lavoro per dare ancora più vitalità al PDCS, come soggetto rinnovato in grado di esprimersi con forza nella sfera pubblica e di raccogliere questo bisogno di una nuova ri-partenza di buona politica, capaci di concentrare intelligenza, passione, energia attorno a ciò che è veramente utile a San Marino, liberandosi definitivamente dalle autoreferenzialità e dai personalismi.

Sì, abbiamo il dovere di intercettare questa domanda di buona politica e chiedere ai cittadini di farlo insieme a noi per rinnovare continuamente il paese e le sue istituzioni. Una buona politica fatta di competenza, spirito di servizio, buon senso, giustizia sociale, libertà di intrapresa, ma soprattutto dell’idea fondamentale che la deriva del populismo si combatte con la formazione di una nuova coscienza politica in cui ciascuno è responsabile della comunità presente e nel contempo della comunità futura che lascerà in eredità alle nuove generazioni.

Essere perciò un partito di grande tradizione politica, che ancora oggi rappresenta uno spaccato importante della società sammarinese, ci impone di fare – nelle condizioni date – il nostro lavoro di opposizione, in modo intelligente e responsabile. Dai banchi dell’opposizione continueremo a dare voce ai nostri elettori e alle istanze popolari dei sammarinesi, traducendole in atti politici. Vigileremo attentamente sull’operato del governo e ci opporremo con forza contro quegli atti che riterremo lesivi dei valori in cui crediamo.

Grazie anche a tutti quanti, iscritti e volontari, hanno lavorato nei seggi per un corretto svolgimento di questo ballottaggio. Si ricomincia, non da zero, ma dalle tante persone che ci hanno confermato la fiducia: è un cammino non facile, ma lo affronteremo con senso di responsabilità e con la certezza delle nostre ragioni.

(Fonte: PDCS)

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