Entro giugno la riorganizzazione del sistema bancario

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San Marino. Governo e Maggioranza affidano al capogruppo SSD Giuseppe Morganti l’aggiornamento sulla situazione del sistema bancario. In una intervista rilasciata all’emittente di Stato, Morganti assicura che la maggioranza sta lavorando per garantire all’opposizione un membro nel CdA di Carisp e sta affrontando con serietà la questione anche in base alle regole statutarie vigenti. Entro una mese, quindi a giugno, la questione dovrà essere risolta, ivi compresa l’assorbimento di Asset.  Il rinvio del bilancio e relativo piano industriale non dovrebbero però fare slittare questo passaggio “che va risolto in fretta – precisa Morganti – per non generare tensioni sul mercato, anche perché famiglie e operatori economici hanno necessità di utilizzare quei conti ed è bene che questo possa avvenire nelle prossime settimane.” I piani di assorbimento saranno quelli definiti dal piano e soprattutto dalle indicazioni di Banca Centrale. Concluso l’Aqr si guarda al futuro. Ci sono problemi patrimoniali che vanno risolti con iniezioni di capitali freschi “attraverso la diversificazione dei finanziamenti”. Prima di qualsiasi debito estero – continua Morganti – vanno però esplorate soluzioni interne. “Sul fronte interno credo ci siano tante risorse che possano essere inserite all’interno dei capitali del sistema bancario per poterlo rendere più solido”.
per quanto riguarda gli NPL,  come era stato annunciato nei giorni scorsi dal governo, si parla di Bad Bank pubblica. Ma cosa significa? Chi ci lavorerà? “Speriamo ovviamente che ci lavorino i sammarinesi. È una delle attività del futuro, non solo a San Marino” precisa Morganti. Che spiega: “Bad Bank pubblica significa utili per lo Stato e operatività, quando necessaria e sufficiente, all’interno con le nostre risorse. Se invece ci sarà bisogno di operatori specializzati vi faremo ricorso”. Ogni azione dello Stato “dovrà portare benefici per tutta la collettività e non, come è stato fino a ieri, per la sola classe imprenditoriale o, peggio ancora, per la speculazione edilizia.” E sullo stato di salute degli altri istituti di credito Morganti rassicura: “non ci risulta assolutamente che ci siano in previsione altri interventi forti”.

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