Tony Margiotta, mi si dà del traditore perché non seguo gli ordini di scuderia

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San Marino. Intervengo per comunicare all’Aula le mie dimissioni dal gruppo consiliare di sinistra socialista democratica e dalla coalizione Adesso.sm. Cercherò di spiegare le motivazioni che, nonostante che per alcuni miei ex colleghi siano inconsistenti, per me non lo sono affatto. La mia è una decisione non improvvisa, ma maturata negli ultimi mesi. Ho avuto anche modo di parlarne con alcuni compagni del malessere che vivevo. L’inasprimento dei rapporti umani all’interno del partito hanno determinato il progressivo sfaldamento dello spirito di appartenenza nel quale mi sono sempre identificato.  È evidente che vi sia stato un progressivo e costante abbassamento dei livelli della qualità dei rapporti di fiducia tra noi Consiglieri, indotto, a mio avviso, anche in parte da motivi personali, ma in generale da una scarsa trasparenza nella condivisione delle informazioni e un costante difetto di comunicazione. Non è questo il modello di partito a cui io avevo dato la mia adesione. Io credevo in un partito che perseguisse i principi della Sinistra; un partito coeso, dialogante, che avrebbe coinvolto il Consiglio Direttivo nelle decisioni fondamentali. Invece mi sono ritrovato in un partito dove la linea politica è dettata dall’alto, non condivisa con gli aderenti. Io li conosco bene i principi legati alla sinistra, nonostante adesso possa essere bersaglio di battute di bassa ironia.  La sinistra ha sempre rappresentato i lavoratori con sua naturale sponda con chi li rappresenta, il Sindacato: ora quella sinistra a cui appartenevo si trova a rappresentare tutt’altro, e quell’ interlocutore naturale come il movimento sindacale è diventato un avversario. La sinistra ha da sempre lottato per l’uguaglianza, l’equità, la giustizia e il rispetto, dialogando e confrontandosi anche con gli avversari, oggi quella sinistra a cui appartenevo è incapace di parlare e di dialogare, e con autoreferenzialità nega il tanto richiesto confronto vero. All’interno di ssd, e dalle voci che mi hanno riportato, della maggioranza, sono stato etichettato più volte come quello che non segue l’ordine di scuderia, oggi addirittura mi si dà del traditore per aver scelto di perseguire i miei principi. Io credo che traditore non sia colui che prenda una decisione diversa dalla tua, ma traditore è chi resta accanto te non esternando quello che veramente pensa. Sono stato etichettato anche come colui che scappa dalle responsabilità. Io me le prendo le responsabilità, dando le mie dimissioni dal gruppo ssd e dalla maggioranza. Questi due anni in maggioranza li ho vissuti con responsabilità di governo, e proprio alla luce di questa responsabilità vedo che abbiamo creato una tensione sociale che nella storia sammarinese non si è mai verificata. Associazioni di categoria, movimenti sindacali, ordini di professionisti, P.A., opposizioni, cittadini… tanti avversari.  Così per me non funziona. Cosi per me non si fa politica. Per me fare politica è difendere i diritti del Paese, lo stato democratico delle istituzioni, il diritto di ogni singola persona. Io sono un Consigliere della Repubblica, ho giurato sul mio onore che ogni mia scelta sarebbe stata rivolta al bene e all’interesse dello Stato. Io oggi faccio una scelta per l’interesse dello Stato e per La mia dignità.
Ho riletto più volte il programma elettorale della coalizione con cui mi sono presentato ai cittadini nel 2016. Questo programma non è stato attuato, non è stato perseguito. Quella “buona politica” a cui servivano persone coese in un progetto comune che premi la qualità e le capacità, e ponga con assoluta priorità l’interesse pubblico al di sopra di ogni interesse particolare, non è stata attuata quella voglia di cambiamento della società sammarinese dando voce al Paese e ai cittadini, vittime degli errori di precedenti politiche miopi, che hanno privilegiato il facile arricchimento di pochi sottraendo risorse allo Stato e mettendo a rischio le politiche sociali, non è stata attuata. Il filo diretto con la cittadinanza per prendere quelle decisioni importanti creando consultazioni on line e incontri pubblici propedeutici alle scelte non è stato attuato. Il rapporto costante con tutte le rappresentanze politiche del Paese, le associazioni sindacali e di categoria per ragionare insieme su proposte e idee da tradurre in provvedimenti normativi non è stato attuato. L’utilizzo continuo dei Decreti da parte del Governo dimostra la mancanza di volontà di confronto e di una chiusura totale,  delegittimando il programma elettorale e la promessa fatta ai cittadini. Rendermi conto di essere stato inconsapevolmente parte di un disegno, per me è una cosa inaccettabile.  Io da oggi riparto dalle persone. Sono ben conscio di quanto stia accadendo nelle famiglie e nelle imprese sammarinesi, del grande disagio economico e sociale. So di quanto ha bisogno il nostro Paese della Politica e dei tanti problemi che si dovranno affrontare.  SSD e Adesso.sm mi hanno cucito sulle spalle la Lettera Scarlatta: io vi dico che mi sento semplicemente un Uomo Libero.

SMNA

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