Giù le mani dal Tribunale, le mani di tutti…

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Le mani della politica e non solo sia chiaro (tra l’altro visto lo scenario attuale sarebbe meglio dire di ogni parte dato che la legislatura non c’è più e quindi non c’è più nè minoranza nè maggioranza), anche se, è ben evidente, esistono responsabilità ben precise, quelle si, responsabilità di chi ha voluto inquinare e contaminare anche il Tribunale.

Non sono accuse ci mancherebbe, io non faccio politica per raccogliere dossier inquietanti verso qualcuno ma, sono sensazioni di chi come il sottoscritto è attento osservatore e lettore della vita quotidiana del Nostro Paese.

Impossibile e assurdo continuare a gettare fango da fuori e da dentro dell’Istituzione Giudiziaria minandone la sua credibilità; credibilità che in qualunque sistema Paese deve esser altissima affinché i cittadini possano avvertire sempre la giusta considerazione e rispetto.

Sono certo, tra l’altro, che il mio pensiero sia quello che nutre la maggioranza dei cittadini, ma anche di quei politici che hanno sempre mantenuto la piena consapevolezza di non interferire nelle varie vicende, che hanno sempre mantenuto il pieno rispetto del lavoro dei Giudici, TUTTI, e sono sicuro che sia anche il pensiero di tutti gli Operatori della giustizia nonchè degli stessi Giudici che non hanno mai voluto distruggere ciò in cui credono in termini professionali e che non hanno mai dovuto ricorrere a denunce nei confronti di un proprio collega per questioni che nemmeno lontanamente occupano la mia mente ma dettate solo da malizie del tipo : quello è vicino a tizio, l’altro porta avanti gli interessi di caio…BASTA con questa assurda e oramai insopportabile provincialità.

E’ mai possibile che in un Paese come il nostro, così piccolo e così poco popolato, gli interessi dentro determinate realtà siano così condizionanti tanto da mettere a repentaglio ciò che più conta e cioè il nostro Paese e le sue principali Istituzioni.

Sono stanco e non ci sto più ad assistere a determinati comportamenti.

La questione di ultima portata oggi risulta essere la nomina di due Giudici, che andrebbero a integrare l’organico esistente e, se questo è necessario, integriamoli una volta per tutte anche se, si poteva procedere prima e non attendere la fine di una legislatura infelice se tanto erano necessari ma, ciò che oggi più conta è che si ponga fine, oltre che a questo stillicidio, anche alla continua lamentela di eccessivo carico di lavoro, di accumulo di pratiche e tanto altro; lamentele, che fanno a “cazzotti” con la continua ricerca di una corretta amministrazione della giustizia.

Non sopporto l’idea di cedere al fatto che in un Paese di poco più di trentatremila anime per una banalissima causa civile di sfratto si debbano attendere tempi giudiziari di anni; le cose sono due: o qui qualcuno fa troppo poco verso la necessaria efficienza o i nostri concittadini, sicuramente non lo escludo, sono troppo portati a comportarsi fuori dalla legge quindi entrambe le cose non vanno bene ed ecco perché, come dico tante volte, abbiamo bisogno di un cambio mentale e culturale radicale.

Altra breve considerazione: la conferenza stampa del Dirigente del Tribunale Prof. Guzzetta e la lettera alla Reggenza del Commissario della Legge Caprioli sono emblematiche;

ricordo molto bene, da membro delle Istituzioni al tempo della presa d’atto dell’incarico al Prof. Caprioli, quali dovevano esser le sue funzioni in organico e cioè quale Giudice d’Appello del processo denominato “Conto Mazzini”; per cui, a meno che non ci siano ragioni inconfessabili, come mai è stato caricato di tanto altro lavoro? (quesito che rivolgo a distanza al Dirigente prof. Guzzetta); ragioni che se non si chiariscono, potrebbero sfuggire ai più e quindi innescare una malizia eccessiva con il rischio di sfociare in inammissibili conflitti ulteriori tra poteri dello Stato e minare la doverosa separazione ed autonomia dei poteri stessi.

Attenzione a tutti coloro che desiderano mettere il naso in queste cose estremamente pericolose istituzionalmente parlando ed irreversibili se perpetuate.

Infine, permettetemi una considerazione più politica che cercherò di portare avanti qualora mi sarà consentito: le ultime riforme all’interno del nostro sistema giudiziario non hanno molto funzionato è evidente visto i fatti a cui assistiamo e dunque, riprendendo vecchie convinzioni istituzionali, credo che sia ora di riportare il giudizio anche dei nostri Giudici, come per tutte le altre cariche dello Stato, all’interno del Consiglio Grande e Generale, uno stile un pò retrò ne sono consapevole ma, le cose funzionavamo meglio quando tutti si sentivano non eterni e buoni in ogni stagione; riportiamo l’utilizzo delle famose palline – bianca se hai lavorato bene – nera se hai lavorato male o peggio ancora contro gli interessi dello Stato, è una provocazione ne sono consapevole ma deve valere per tutti.

Consigliere Pro Tempore – Teodoro Lonfernini

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