Non ti scordar di me – Intervista ad Eva Guidi

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La rubrica settimanale “NON TI SCORDAR DI ME”, a cura della redazione di tribunapoliticaweb.sm, vuole essere una raccolta di testimonianze, per il tramite di interviste, di tutti coloro che si impegnano quotidianamente a favore della Repubblica di San Marino, delle istituzioni sammarinesi, dell’economia e della comunità in generale. Di tutti coloro che si impegnano, anche solo a titolo personale, per promuovere nel migliore dei modi l’immagine della Repubblica di San Marino, dentro e fuori i nostri confini. A quelli che in definitiva possiamo considerare gli Angeli Custodi della Repubblica più antica al mondo.

Eva Guidi

Il Consiglio Grande e Generale ha recentemente approvato l’assestamento di Bilancio. In sintesi, qual è il vostro giudizio sulla manovra?

Colgo volentieri l’occasione rappresentata da questa domanda per fare presente che, assieme al Gruppo di Libera, ho più volte fatto presente in Consiglio Grande e Generale che purtroppo l’assestamento di bilancio recentemente approvato conferma la mancanza di un piano organico e complessivo per la Repubblica; è stata quindi l’ennesima occasione mancata per avviare nel nostro Paese un intervento che trovi in un piano di riforme strutturali da una parte e un valido progetto di sviluppo economico dall’altro, i due pilastri sui quali poggiare le basi per un bilancio pubblico che sia sostenibile da ogni punto di vista.

Riforme e piano di sviluppo. Tra le riforme le principali sicuramente sono quella delle pensioni, l’introduzione dell’IVA, la riorganizzazione dell’IGR secondo il principio della reale capacità contributiva di ognuno, la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione e la gestione crediti deteriorati (NPL), senza dimenticare il PRG. Le riforme non devono essere un esercizio esclusivamente contabile ma devono tenere presente le fasce più fragili della cittadinanza ed essere improntate all’equità. In particolare, la riforma degli NPL di recente approvata dalla maggioranza, ha purtroppo il reale rischio di mettere ulteriore debito sulle spalle dello Stato attraverso garanzie pubbliche sulle cartolarizzazioni che, a mio parere, dovevano invece trovare altri meccanismi di salvaguardia. Il piano di sviluppo economico e sociale deve avviare in tempi brevi investimenti in infrastrutture e nuovi settori, programmi di rilancio economico, cultura e valorizzazione del territorio. Tutto ciò per creare più imprese, sostenere e rafforzare quelle già esistenti e conseguentemente creare più lavoro per i cittadini, più base imponibile e più entrate per i conti dello Stato.

Debito pubblico. Il fatto è che senza un programma concreto di riforme, che necessita tempo per entrare a regime e senza un piano di sviluppo di cui abbiamo solo sentito grandi enunciazioni, i soldi del recente pesante debito pubblico – circa mezzo miliardo di euro – finiranno per finanziare la spesa corrente e non gli investimenti per creare nuova ricchezza; spesa corrente sulla quale andranno ad aggiungersi ulteriori interessi passivi – in un momento di elevato rischio di inflazione – se, come il Governo ha già fatto presente, ci sarà il ricorso ad ulteriore debito. Ecco perché ho parlato e continueremo a farlo, di occasione persa e di debito che andrà comunque pagato in futuro dalle giovani generazioni di oggi.

Condivisione e trasparenza. Mi spiace inoltre rilevare, purtroppo, la mancanza di qualsiasi forma di condivisione e trasparenza della gestione del debito pubblico: Libera ha chiesto in più occasioni al Governo quanto residuava dei 500 milioni e se, stante il respiro cortissimo dello stesso, non si rischiasse in questo modo di porre le basi per ulteriore debito, “cattivo”, mi permetto di aggiungere viste le considerazioni sopra fatte. Sinceramente, dopo gli sforzi fatti durante l’ultimo decennio dal nostro Paese per uscire dall’immagine di opacità e di paradiso fiscale, diventando a pieno titolo un paese allineato ai migliori standard di trasparenza e collaborazione economica, sarebbe importante conoscere quali sono le prospettive per i prossimi anni.

Quali sono le attività che come Libera vi stanno vedendo impegnati in questo autunno?

Stiamo lavorando da tempo all’Assemblea Programmatica di Libera, un appuntamento con gli aderenti e tutta la cittadinanza che si terrà i prossimi 19 e 20 novembre e in cui verranno presentati vari progetti – giovani, lavoro, ambiente, cultura per San Marino. L’emergenza sanitaria tutt’ora in corso e la gestione miope del debito pubblico ci portano a rilanciare con forza la nostra visione di un futuro che passi per le politiche a sostegno del lavoro e dei giovani – i più penalizzati in questo momento assieme a chi ha perso il lavoro e alle imprese che sono state costrette a chiudere – per la transizione ecologica e digitale, per lo sviluppo sostenibile. I nostri vicini della Repubblica italiana, con il loro PNRR, rappresentano un positivo esempio di come si possa affrontare in modo deciso la “crisi Covid” creando nel contempo le condizioni per rivoluzionare positivamente e con criteri di sostenibilità il sistema economico e sociale di un Paese.

Come giudicate l’attività svolta dalla Repubblica di San Marino sul fronte delle relazioni estere negli ultimi mesi?

Certamente la politica estera era e rimane una priorità per il rilancio del paese. La crisi economica prima e l’emergenza sanitaria poi hanno purtroppo messo in evidenza il nostro isolamento politico ed economico e la necessità di rafforzare i legami con altre realtà perché la nostra storia e le nostre tradizioni di piccola Repubblica vanno valorizzate e preservate, ma non si sono rivelate pienamente sufficienti ad affrontare le sfide di questi decenni. Nonostante gli annunci successivi agli incontri con le Istituzioni italiane del fine maggio scorso non si sono a mio parere raccolti concreti risultati né con il Governo italiano, né, tantomeno con l’Unione Europea, nei confronti della quale Libera pensa e spera si possa procedere speditamente con un percorso di associazione e, perché no, con tutte le cautele del caso, di adesione. È in ogni caso indispensabile presentarci all’estero in modo credibile, con i conti a posto e un progetto di sistema valido e credibile.

La “gestione vaccini” rappresenta un esempio in tal senso: soluzioni estemporanee e incerte che non danno la possibilità ai sammarinesi di avere un percorso chiaro di quello che li aspetta dopo il 31 dicembre, che è alle porte: cosa succede dopo? Il riconoscimento del vaccino Sputnik, più volte annunciato come certezza, rimane al momento solamente un annuncio e non vi sono attestazioni scientifiche certe sul percorso vaccinale di certe fasce di popolazione.

Cosa si aspetterebbe dalla politica sammarinese nei mesi che ci separano dalla fine del 2021?

Mi aspetterei un cambio deciso di metodo da parte del Governo, forte nei numeri ma purtroppo poco capace di confrontarsi; un Governo che metta all’angolo personalismi, posizioni di parte e problemi interni alla maggioranza e si concentri sulle effettive emergenze del paese, coinvolgendo e condividendo con tutte le parti della società sammarinese la visione e il percorso di San Marino per i prossimi decenni.