Sammarinesi costretti alla terza dose con farmaci Ema?

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Riceviamo e pubblichiamo da Libera:
Le bugie governative hanno le gambe corte. Anche oggi i media parlano di grossi disagi per i sammarinesi in Italia a causa della raffazzonata proroga al Green Pass.
La questione è stata gestita in ritardo e con i piedi e questo è ormai un fatto assodato.
Come appare ormai chiaro che i sammarinesi dovranno fare da cavie per la terza dose con un farmaco approvato da Ema se vorranno circolare liberamente in Italia.
L’Iss infatti seguirà le linee guida dell’Agenzia Italiana del Farmaco e a novembre inizierà a somministrare la terza dose “booster” di vaccino anticovid. Il richiamo sarà a tecnologia m-RNA, e San Marino utilizzerà Pfizer. Lo ha deciso la nostra commissione vaccini e lo conferma il Dg, Sergio Rabini.
Si attendono soprattutto conferme scientifiche sulla terza dose eterologa, ma intanto ci penseranno i sammarinesi a prestare letteralmente il braccio per la causa?
Insomma i nulli rapporti con l’Italia che ci relegano a meri sudditi in casa nostra ci portano alla fine a piegarci ai diktat romani.
Vedremo ora come verrà gestita questa situazione dal duo Ciavatta-Beccari, capaci ormai di trasformare in disastro ogni dossier sul quale mettono mano.
Ci piacerebbe avere un po’ di trasparenza dal nostro governo e che non ci venissero raccontate continuamente panzane anche perché in gioco c’è la salute di tutti.
Vogliamo sapere quali sono i reali accordi presi con l’Italia per quanto riguarda la questione vaccini.
La terza dose con Pfizer è prevista solo gli over 85, i fragili, gli immunodepressi o riguarderà tutti coloro che vogliono lavorare in Italia o banalmente andare al ristorante o in un museo?
I sammarinesi attendono una risposta chiara ed onesta.
Nel frattempo pare che il “l’assistente” di Ciavatta, Bevere, sia stato messo in stand by: non sappiamo a questo punto se ridere o piangere o se essere soddisfatti o meno della notizia: come abbiamo già avuto modo di dire è allucinante dover spendere altri soldi per prendere qualcuno che insegni il mestiere al Segretario alla Sanità. Dall’altra parte se Ciavatta non si dimette, serve realmente qualcuno capace, che possa prendere decisioni serie ed urgenti in ambito sanitario alla luce del momento delicatissimo che stiamo affrontando.
Che poi tale figura corrisponda a Bevere è naturalmente tutto un altro paio di maniche.